Dati visibili con Apple Pay e impatto sulla privacy
Durante un pagamento con Apple Pay, il casinò vede l’esito dell’operazione (autorizzata o rifiutata), l’importo in eur, l’ora, un identificativo della transazione e, a seconda del fornitore di pagamento usato dal casinò, un riferimento del metodo come “Apple Pay” o “wallet”. Il casinò non riceve il numero reale della carta e non vede il codice di sicurezza: Apple Pay usa un numero di conto del dispositivo e un crittogramma di transazione che cambia a ogni pagamento. Se il casinò richiede dati per obblighi antiriciclaggio, li raccoglie fuori dal flusso Apple Pay: nome e cognome, data di nascita, indirizzo, codice fiscale e documento, perché questi dati non arrivano automaticamente dal pagamento.
La società di pagamento e la banca o l’emittente della carta vedono più dettagli: importo, valuta, esito, esercente, categoria, identificativi tecnici della transazione e il token legato alla carta nel wallet; la banca conosce anche il titolare della carta e può collegare il pagamento al conto. Per la privacy del giocatore, l’effetto pratico è questo: verso il casinò si riduce l’esposizione dei dati della carta (niente numero carta e niente codice di sicurezza), ma non si ottiene anonimato. Il casinò può comunque collegare il pagamento all’account di gioco e, quando applica verifiche antiriciclaggio, acquisisce dati anagrafici e documenti con cui l’operazione diventa pienamente tracciabile.